L'Infinitamente Affascinante.

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Blogger: Isvari
Nome: Isvari Priya
Sono una Jiva splendente come diecimila soli, Eterna, piena di Conoscenza e Felicità che desidera tornare da Krishna.

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domenica, 16 marzo 2008
Mantra

Chanting Hare Krishna

MANTRA è un termine sanscrito composto dalle parole "manas" che significa mente e "traya", liberazione. Il MANTRA quindi libera dalle sofferenze inflitte dalla natura materiale.

I Veda classificano l'umanità non per razza, sesso, nazionalità o cultura accademica ma piuttosto a seconda che si sia intrapresa o meno una via di realizzazione spirituale. Se siamo sufficientemente sensibili e "coscienti" sentiremo sicuramente un senso di frustrazione nel vivere in un mondo caratterizzato da ignoranza, morte e infelicità mentre il nostro desiderio sarebbe quello di godere, senza interruzione, di profonda e duratura felicità, perfetta conoscenza della realtà che ci circonda e, soprattutto, di liberta' dalla morte che percepiamo come "innaturale".

I Veda, quindi, ci dicono che l'emancipazione dalla letargia e dalla corrente assuefazione alla condizione effimera di questo mondo, cominciano quando alla domanda "perchè soffro in questo mondo" segue questa preziosa intuizione: "AHAM BRAHMASMI!", ovvero, "soffro perchè sono spirito ma vivo in un mondo di materia".

A questo punto l'intuizione non può portare molto più in là, occorre che una persona realizzata, appartenente ad una tradizione spirituale valida (sampradaya), ci dia un metodo da seguire per ricollocarci in quello stato spirituale originario(vaikunta, ovvero "senza ansietà") che, costituzionalmente, ci appartiene.

Il maestro spirituale o guru, ci assegnerà quindi la "cura" più appropriata per il ritorno alla condizione di salute spirituale.

In questa era nella quale ogni sistema di realizzazione religiosa basato sulla meditazione e sul controllo dei sensi sembra praticamente impossibile da praticare (questo concetto è ampiamente spiegato nella Bhagavad Gita), i Veda, e non solo, ci informano che l'unica pratica efficace per avvicinare ed accedere alla trascendenza, è il canto del santo nome del Signore.

Parlando di "nome" e di "Signore" abbiamo introdotto il concetto di "Dio personale".

Abbiamo visto che è possibile intuire la presenza di un energia superiore, brahman, alla quale tutti apparteniamo: un ulteriore ed importante passo avanti è apprendere che la verità assoluta ha anche un aspetto personale.

Il termine personalità sottintende questi aspetti: nome, forma, attività, caratteristiche. Noi siamo persone, possediamo questi attributi ma siamo tutti consapevoli di non essere ne l'origine ne il sostegno della nostra esistenza: la nostra nascita, la morte e gran parte della nostra vita non dipendono dal nostro arbitrio e dalla nostra volontà.

Quindi esisterà necessariamente una "fonte", un "creatore", una forma di esistenza assolutamente indipendente e perfetta che possieda questo ingrediente della personalità nella sua forma più meravigliosamente evoluta.

Perciò, necessariamente, l'Assoluto sarà "Brahman", spirito, energia, onnipervadente, ma anche "Bhagavan" Dio, persona, dalle infinite potenze e qualità, "sat-cit-ananda" ovvero caratterizzato da eternità, conoscenza infinita e felicità.


Nelle varie culture il "creatore", Dio, si presenta con diverse personalità e nomi: conosciamo Jahvè l'Eterno, Budda l'Illuminato, Allah il piu' Grande ma anche Vishnu il Mantenitore e Krishna, Colui che attrae tutti.

Se Dio, per definizione, non conosce limiti, non conoscerà nemmeno quello di essere differente dal Suo nome.

Se voglio bere dell'acqua o incontrare un amico, ovviamente, non mi sarà sufficiente dire "acqua, acqua" per dissetarmi o dire il nome del mio amico per evocarne la presenza, ma Dio, grazie alla sua onnipotenza, è totalmente "compreso" e "contenuto" nel Suo Santo Nome. Questa identità tra nome e persona è così completa che è addirittura gravemente offensivo pensare che Krishna e il Suo nome siano due realtà separate, come invece succede con le creature comuni.

Per questi motivi, cantare o recitare un nome di Dio riconosciuto da una tradizione autentica, evoca direttamente la Sua presenza, con tutto il beneficio che ne consegue, e costituisce quindi il sistema più semplice e più sublime per ottenere la realizzazione spirituale.


Un nome di Dio o più nomi combinati costituiranno un MANTRA, il maestro spirituale raccomanda al discepolo l'adozione di un particolare MANTRA, a seconda della linea disciplica di appartenenza ed indica una regolarità nel praticarne il canto o la recitazione.

Il MANTRA in assoluto più famoso ed efficace è il Maha (grande) MANTRA : Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.

Riservato, fino a poche centinaia di anni fa, ad una cerchia esoterica , questo Maha MANTRA, è stato concesso a tutti, senza distinzione di credo, razza, sesso, nazionalità e cultura da Sri Caitanya Mahaprabhu, il grande asceta, riconosciuto come "avatara" o manifestazione di Krishna Dio, la Persona Suprema, apparso in India alla fine del 1400. Sri Krishna Caitanya Mahaprabhu, come maestro spirituale, appartiene alla discendenza Brahma Madva Gaudya Sampradaya, con, come capostipite, Krishna stesso.


La Gaudya Vaishnava Sampradaya, dopo Mahaprabhu, è continuata, con un ininterrotto avvicendarsi di maestro e discepolo, fino ai giorni nostri con la venuta di Bhaktivedanta Swami Srila Prabhupada, che, per primo ha diffuso a livello globale il Maha MANTRA Hare Krishna e la cultura che lo sostiene e valorizza.


Quì di seguito, fra le tante, una spiegazione appunto di Srila Prabhhupada, del significato del Maha MANTRA data, alla fine degli anni sessanta, a New York, nella primissima e pionieristica attuazione del Movimento Hare Krishna in Occidente:

___Srila Prabhupada: "Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare".
Hare, Krishna e Rama.

Questi nomi di Dio sono i semi trascendentali del Maha Mantra:

Krishna e' un nome che significa "che attrae tutti", Dio non e' un vuoto. Dio è una persona, eternamente giovane e fresca. Egli appare proprio come un giovane pastorello, e il Suo colore e' blu scuro, come la nuvola di un temporale.
Rama si riferisce al Signore come supremo "goditore". Lui è il "goditore", Purusha, e noi siamo "goduti", Prakriti.
E Hare è l'energia del Signore. Per mezzo dell'energia del Signore, noi possiamo raggiungere il Signore Stesso. Cosi', quando cantiamo Hare Krishna, noi diciamo:

O Signore! O energia del Signore! Elevami e ponimi come un atomo di polvere ai Tuoi piedi di loto!"___


(liberamente tratto dal libro "The Hare Krishna Explosion" di Hayagriva Dasa)

Il Maha MANTRA Hare Krishna quindi, di per se già carico di tutta la potenza dei nomi più intimi e "liberatori" di Dio, acquista, se possibile, maggior efficacia perchè ci viene fornito da una grande tradizione spirituale alla quale appartiene, oltre alla schiera di grandi e santi maestri spirituali, anche Krishna stesso nella forma di Sri Caitanya Mahaprabhu.

I maestri e i devoti di questa tradizione raccomandano, per avere beneficio ed aiuto nella vita spirituale e per ottenere aiuto e sollievo in tutte le situazioni di sofferenza e di difficoltà, di cantare o recitare, il più possibile, senza limiti di tempo e luogo, questo Maha MANTRA: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare....in realtà si dovrebbe recitarlo, cantarlo e pensarlo ininterrottamente, da solo costituisce contemporaneamente il mezzo e il fine della realizzazione spirituale.

Questo MANTRA non è settario, tutte le comprensioni religiose e spirituali possono essere potenziate e finalizzate più efficacemente con il canto o con la recitazione del santo nome di Krishna, Dio, L'Infinitamente Affascinante.

L'efficacia del MANTRA Hare Krishna è ulteriormente moltiplicata se viene cantato da più persone insieme, in pubblico (Harinama Sankirtana).

Quindi HARIBOL (cantiamo il nome del Signore)!

Hare Krishna

Kirtan

HARE KRISHNA cantato in Polonia dai devoti di Krishna e i membri del gruppo Waylers, gli accompagnatori di Bob Marley..

[youtube]Y6gBzo47GfQ[/youtube]

[youtube]GUxEttBWRYk[/youtube]

 

 

 

>>>Questo post è stato scritto da Yasodanandana Prabhu, che ringrazio infinitamente per il contributo:)

Hare Krishna.>>>

Postato da: Isvari a marzo 16, 2008 01:00 | link | commenti (17)


Commenti
#1   16 Marzo 2008 - 01:08
 
Thanks, very nice:)
Danke, merci, graciaz, obrigata, grazie:)
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#2   16 Marzo 2008 - 01:43
 
isvari ti ho trovato su skipe ma ci sono 2 tuoi contatti, qulale è quello buono? e poi mi da il simbolo con il punto ? senza la tua foto. ma sei in linea ora?
utente anonimo

#3   16 Marzo 2008 - 09:55
 
Molto bello il post.
Tutte le tradizioni spirituali autentiche pongono la stessa enfasi sulla ripetizione di un Mantra.
I cristiani nell'Esicasmo, gli islamici nel Sufismo, la Sant Mat...
E' comunque fondamentale che ci sia una iniziazione.
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#4   16 Marzo 2008 - 15:39
 
Gurdass
si è vero.
La preghiera è alla base.


Anonimo
sono dove c'è la foto.
Ora ci sono per esempio.
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#5   16 Marzo 2008 - 22:18
 
ciao Isvari,
non sapevo che i devoti di krishna hanno cantato in qualche occasione insieme ai Waylers..peccato che non riesco a vedere il video.....sai com'è..mi piace il reggae :)
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#6   17 Marzo 2008 - 00:18
 
http://www.youtube.com/watch?v=Y6gBzo47GfQ
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#7   17 Marzo 2008 - 01:40
 
I diversi volti della signorina Morte

Qualche giorno fa parlando con un amico della vicenda, egli mi disse -ma c'è modo più orribile di morire- io di istinto risposi -la morte è sempre orribile- confuso dalla mia insensibilità mi spiego, facendo uso di pittoresche immagini, di come la loro morte fosse stata la più orribile di chiunque altra. Al che gli dissi - e se non fossero morti, se un secondo prima di spirare fossero stati salvati, il loro orrore non sarebbe stato così straordinario, la vita avrebbe dato modo loro di dimenticare o sublimare, non è così? nemmeno la notizia sarebbe apparsa sui giornali: una brutta avventura finita bene, nulla di più, eppure un secondo di ritardo e sarebbero morti- il mio interlocutore mi guardò confuso chiedendosi dove stessi andando a parare, ed io continuai -immagina ora, all'opposto, che essi fossero morti all'istante, senza praticamente accorersene, sarebbe uguale l'orrore? Certamente no, un incidente tragico e nulla più, i giornali avrebbero riportato la notizia in un angolino della pagina di cronaca e poi basta.-
Cos'è che spaventa di più? la morte o la sofferenza?
Entrambe le cose, ma ci spaventa soprattutto la morte in sofferenza!
Il che è illogico, non è per niente razionale.
Un bambino malato di tumore: se guarisce e torna a vivere una vita normalissima, la parentesi di sofferenza viene annichilita dalla guarigione, se muore essa ne risulta potenziata, ma in entrambi i casi, il bambino ha sofferto uguale.

Provo a rispiegarmi:
ecco due possibili vite di un uomo:

1) soffro - sto bene- così così - bene - malissimo - poco bene - bene-
morte

2) soffro - sto bene - così così - bene - bene - poco bene - malissimo -
morte



La vita 1 e 2 sono uguali come quantità di sofferenza, ma ordinate in maniera diversa (vedi quantità in rosso), perchè la 1) viene recepita meglio della 2)? E' irrazionale!
Io potrei star malissimo per 40 anni, poi guarire, passare 10 anni bellissimi in salute e morire magari folgorato da un infarto istantaneo mentre sto copulando felicemente, tutti penserebbero: però che fortunato nella sfortuna!
Se invece sto benissimo per i primi 10 anni, e poi mi ammalo e sto malissimo per i 40 che precedono la mia morte in sofferenza, tutti penserebbero: che sfortunato quell'uomo!
PERCHE'?
Perchè l'uomo tende IRRAZIONALMENTE a collegare sofferenza e morte, ciò è dovuto al fatto che la morte produce sofferenza in chi rimane, questa sofferenza si tende ad estenderla, inconsciamente, anche a chi è morto, ma chi è morto è morto punto, come sia morto è del tutto irrilevante, la sofferenza appartiene alla vita non certo alla morte.
C'è molta superstizione legata alla morte sopratutto da chi si professa ateo o razionalista, ma non c'è da stupirsi l'ateismo è un prodotto della ragione come la religione, e la razionalità è solo uno strumento non un modo d'essere.


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#8   17 Marzo 2008 - 11:14
 
C'è qualcosa che mi sfugge... per quel poco che ne so, ogni mantra ha sei aspetti, in questo caso vorrei parlare del raga.
Si dice che "quando si recita un Mantra è di estrema importanza non cambiare il raga e la sua chiave, perche’ la cadenza di vibrazione su cui il suono è basato costituisce una parte integrante del Mantra".
Di conseguenza, come fa un mantra stranito in quel modo ad essere efficace "come da progetto" quando la sua natura è stata del tutto deviata? Si tratta di un concetto alla base anche di tutta la musica indiana, espressione udibile e essenza-suono, che trasporta il significato. È evidente che diversi toni e ritmi causano diverse reazioni, che condizionano sia la reazione fisica sia quella emotiva.
E quindi? che pianta crescerà da quel seme così geneticamente modificato?
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#9   17 Marzo 2008 - 13:10
 
grazie yasodanandana
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#10   17 Marzo 2008 - 20:14
 
Una pianta-grane... suppongo...
Alkall
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#11   17 Marzo 2008 - 21:03
 
Mirco
bentornato:)
Tutto bene?
Ci sono parecchi cd che i devoti hanno fatto con musica reggae.
In realtà hanno "esplorato" ogni ritmo, dal rock, al rap all'hard rock, havy metal, country, folk, disco, ......il Mahamantra non ha limiti:)
Un abbraccio.



Alexespaniol
Si, è chiaro che è la sofferenza che fa piu paura della cosidetta morte in sè per sè.
La morte è un attimo, la sofferenza no e in genere ci trova vigili.
La morte forse spaventa piu per il "mistero" che l'avvolge, l'ignoranza, il non sapere, il buio.
>>>>l'ateismo è un prodotto della ragione come la religione, e la razionalità è solo uno strumento non un modo d'essere.>>>>
L'ateismo è un prodotto della non ragione perchè nega ciò che non esiste; un assurdo quindi e la religione è uno strumento che diventa, se giustamente applicato un modo d'essere.
Haribol!



Livio
queste limitazioni che hai elencato sono vere per una gran parte dei Mantra Vedici ma non per il Mahamantra che è libero da limitazioni di tempo, luogo, ritmo, melodia, pronuncia e così via.
Infatti Caitanya Mahaprabhu afferma nel Suo Sisastakam che il Signore ha investito nel Mahamantra tutte le potenze ma che non ci sono regole rigide per recitarLo.
Un abbraccio.
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#12   18 Marzo 2008 - 11:35
 
Ah, ecco spiegato l'arcano, non riuscivo a comprendere.
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#13   18 Marzo 2008 - 16:55
 
:)
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#14   18 Marzo 2008 - 21:11
 
livio

====Si dice che "quando si recita un Mantra è di estrema importanza non cambiare il raga e la sua chiave, perche’ la cadenza di vibrazione su cui il suono è basato costituisce una parte integrante del Mantra"====
per il mantra Hare Krishna e per ogni nome di Dio, anche in altre vie di realizzazione, non c'e' bisogno di recitare o cantare con modalita' particolari dato che Dio, e quindi il Suo nome, sono al di la' degli accorgimenti materiali..
Quindi Dio "vibra" sempre e comunque..
Cio' che (lecitamente) osservi semmai vale per rituali che hanno a che vedere con il voler ottenere un'armonia materiale indipendentemente dal rivolgere amore a Dio..
E, ovviamente, e' possibile applicare gli stilemi dei quali parli come offerta d'amore a Dio... se uno ha l'indole e il piacere di fare cio'..

(che poi ho detto in un modo differente cio' che ha detto i.s.v.a.r.i. )

cortex:

===grazie yasodanandana===
prego.. :-)

utente anonimo

#15   18 Marzo 2008 - 21:14
 
sono yaso.. :-)
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#16   19 Marzo 2008 - 10:58
 
@ Alkall,
la vostra fama di provocatore cristiano conservatore ha varcato i confini nazionali giungendo perfino in Egitto nelle orecchie della Dea Iside.
Se vi azzardate a provocare me oppure un'altro dovrai vedertela con Neith
Neith è la Dea egiziana delle tombe ma un epiteto ke nn vi ho detto è "Meredeth" la mangiatrice di anime impure.
Se farete il bravo Alkall vi concedo un bacio con le mie labbra, altrimenti vi trasformo in uno scarafaggio e vi schiaccio con una mano. A voi la scelta Alkall.


xxx Neith xxx
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#17   19 Marzo 2008 - 16:11
 
Ammappa!.....
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