Utente: Isvari
Nome: Isvari Priya
Sono una Jiva come te; splendente come diecimila soli, Eterna, piena di Conoscenza e Felicità che desidera tornare da Krishna.


Home

Contatore

*loading* visite. Grazie















La Bhagavad-Gita on-line


giovedì, 12 novembre 2009
Samsara

two faces

Rimestar la pelle
nei giochi deliziosi
allungare le ciglia e gli sguardi
per rinunciar al suono
ma mai udendo
ciò che imparar si può
da una flebile foschia
mista a selvaggio fango


Se arresa è necessaria
per rimpiazzare un cuor
che audacia venga
nei sotterranei e soporiferi
meandri dei tracciati percorsi
favoriti dai guardiani
silenziosi ad ogni passo silenzioso
e scalpitanti a ogni
ruzzolante declino


Perchè masse di gioia
nel suo intento divenir
fossero magiche corde
o strade fiorite
mirate e inseguite
in lucidi e festosi dì
di poetiche danze
lasciate fluire mestamente
tra luoghi divini e sconosciuti


L'ingegnere della vita
e della morte che segmento
non fù che al sorger del sole
quando i pilastri della mente
ondeggiano come
onde salate
lasciate libere di gonfiarsi
nella semplicità
di un perfetto uragano.



Isvari Priya dd
2.11.09

Postato da: Isvari a novembre 12, 2009 12:54 | link | commenti (9), commenti (9) (popup)

domenica, 08 novembre 2009
Gita sara (2)

Isvara...................continua...........

La coscienza è la percezione che noi abbiamo di noi stessi; a volte diciamo "io sono"...ma che cosa sono?
Questa percezione che abbiamo di noi stessi varia a seconda del grado di purezza. Sotto l'influsso della materia noi crediamo di essere i creatori e i proprietari di tutto quello che ci circonda o anche i beneficari legittimi di tutti i piaceri del mondo. Naturalmente si tratta di una concezione errata che è all'origine e l'origine di questo mondo materiale; qui tutti la pensano in questo modo.
Questi sono i due aspetti della coscienza materiale: pensare di essere il creatore e il maestro e il padrone e il beneficiario di tutto.
In realtà queste sono le caratteristiche di Dio perchè è Lui il vero goditore e il vero possessore di tutti questi titoli.
L'essere individuale, l'essere vivente, è solo un frammento del Signore ed è creato per contribuire alla Sua gioia. Il pezzo di un ingranaggio collabora al buon funzionamento di un meccanismo e un organo vitale coopera al buon andamento del corpo intero; ma nè il pezzo dell'ingranaggio, nè l'organo vitale possono godere in modo autonomo. Così l'essere individuale ha il preciso compito di essere unito al Signore in uno spirito di cooperazione.
Le mani portano il cibo alla bocca, i denti lo masticano, le gambe trasportano il corpo al cibo e tutti agiscono per soddisfare lo stomaco che è la centrale di energia da cui dipende l'organismo intero: nessuna parte può godere indipendentemente.
Si nutre un albero annaffiando le radici no i rami e così si nutre il corpo alimentando lo stomaco.
Questo rapporto esiste anche tra Dio, che è il Creatore, il beneficiario di tutto ciò che esiste, e gli esseri viventi che sono Sue creature subordinate.
Essendo parti del tutto, parti di Dio, gli esseri viventi devono contribuire alla Sua gioia e soltanto così troveranno la felicità, proprio come le parti del corpo sono soddisfatte quando sono soddisfatte le esigenze dello stomaco.

Come vediamo, anche dal punto di vista pratico, ogni tentativo di indipendenza non può che causare la delusione, la frustazione, come le dita della mano se tentassero di gustare il cibo da sole invece di darlo allo stomaco.
L'essere vivente deve collaborare con il Signore se vuole conoscere la vera soddisfazione.
Dobbiamo quindi sforzarci di soddisfare il Signore nonostante la nostra tendenza a sfruttare l'universo materiale indipendentemente da Lui e a crederci i creatori e i maestri; tendenza che è in noi perchè in origine esiste in Dio.
L'universo materiale è stato costruito appositamente da Dio per farci provare a gustare il cibo lontani dallo stomaco, perchè così desideravamo.
Ci sono stati forniti dei corpi, dei veicoli di pianta, di animale e umani con set di sensi diversi, con i quali possiamo cercare di appagare questo nostro affannoso desiderio di godere lontani da Dio.
Progetto fallito come sperimentiamo a ogni vita....



La Bhagavad-Gita e anche la Conoscenza Vedica, sono infallibili perchè sono stati esposti da Dio stesso, per questo viene chiamata aparuseya cioè, che non è stata esposta da nessun essere vivente condizionato, cioè soggetto ai 4 difetti già menzionati:
-la tendenza a commettere errori
-la tendenza a essere presi dall'illusione
-avere sensi imperfetti
-la tendenza a ingannare gli altri.
Quindi la BG, come anche gli altri scritti Vedici, non è soggetta a queste influenze e bisogna accettarla così com'è, senza interpretare, estrapolare, aggiungere o togliere niente.
Non si può accettare una parte della BG e rifiutarne un altra, bisogna ricevere il messaggio interamente, perchè se noi cerchiamo di estrapolare qualche significato nascosto, non stiamo seguendo la BG ma le nostre immaginazioni.
Questa filosofia si chiama arda kukuti jajna che significa la logica della mezza gallina; cioè io accetto la parte che mi fa le uova e rifiuto la parte che mangia, ma questa filosofia edonistica della mezza gallina farà in modo che non potrò piu ottenere nemmeno le uova, perchè tagliandola a metà la gallina morirà.
Quindi se una parte della gallina ci giunge strana, spiacevole o non accettabile e la rifiutiamo e teniamo solo quella parte che ci fa piacere o comodo, non otterremo il reale risultato che avviene dalla lettura della BG.
E qual'è il risulato della lettura della BG?
Arjuna alla fine della BG dice a Krishna: "Agirò secondo il Tuo desiderio."
Arjuna dopo l'ascolto attento della BG dice a Krishna: "Adesso ho compreso, sono uscito dall'illusione e desidero agire in accordo alle tue parole"..."E' per la Tua grazia e perchè Tu mi hai spiegato tutte queste cose, che io adesso sono libero dall'illusione."
E a questo punto Arjuna dirà: "Adesso sono determinato e libero dal dubbio, pronto ad agire in accordo alle Tue istruzioni."
Quindi l'uomo che studia la BG, proprio come Arjuna, in un modo autentico, da un maestro spirituale autentico, riceverà come beneficio di sottomettersi a Dio e il risultato di agire per Dio è tornare da Lui nel mondo spirituale chiamato Sanatana Dharma.


Dio è l'essere Supremo ed eterno (sanatana) e questo vale anche per la Jiva, tutti gli esseri viventi, che sono eterni.
Lo scopo della Bhagavad-Gita è quello di ristabilire il Sanatana Dharma cioè il legame eterno che ci unisce a Dio; l'occupazione eterna che unisce questi due esseri sanatana.
La loro relazione è eterna ed è basata su uno scambio che è eterno.
La parola Dharma non può essere tradotta, come quando si va a prendere un vocabolario dal sanscrito all'inglese, con la parola "religione"...non può essere liquidato con questa semplice traduzione.
Se prendiamo il vocabolario sanscrito etimologico vediamo che la parola dharma significa "Ciò che non può essere diviso, estratto, sospeso, sottratto, dalla sostanza".
Per esempio l'acqua possiede la liquidità e questa caratteristica non può essere separata dall'acqua perchè è una sua caratteristica intrinseca.
Anche il fuoco per esempio ha la caratteristica della luce e del calore che sono intrinseche e non possono essere estratte.
Il fuoco senza la luce e senza il calore e l'acqua senza la liquidità non sono piu tali.
E così per esempio lo zucchero con la dolcezza, il cilly con la "piccantezza", il sale con la sapidità....ogni cosa ha la sua caratteristica intrinseca che non puo essere separata dalla sostanza altrimenti la sostanza diventa qualcos'altro.
Così gli esseri viventi hanno una caratteristica intrinseca che si chiama dharma.

Ma qual'è allora il dharma degli esseri viventi?
La caratteristica che non può essere separata da noi?

.................................
continua

Postato da: Isvari a novembre 08, 2009 17:46 | link | commenti , commenti (popup)

mercoledì, 04 novembre 2009
Fenice

amsterdam sunset 2
Vanità di vanità
elucubrare un idea
mentre vaneggiando
un ricordo sale


Intrinseche le immagini
perdute ma colorate
che si fanno
di sogno zecchino


Un araba fenice
più ansiosa di mai
che rinascer vuole
da un desiderio malato


Non solo vidi
ma udii e toccai
ciò che si può annusare
nell'angolo di una vita




Isvari Priya dd
2.11.09

Postato da: Isvari a novembre 04, 2009 19:24 | link | commenti (4), commenti (4) (popup)

lunedì, 02 novembre 2009
Gita Sara (l'essenza della Bhagavad-Gita) 1

Bhagavad-gita di Srila PrabhupadaLa Bhagavad-Gita è uno dei testi filosofico-religioso piu famoso nel mondo.
La BG è conosciuta come Gita Upanishad ed è considerata una delle maggiori Upanisad che sono contenute nella letteratura Vedica, la BG infatti parla dell'essenza della cultura Vedica.
Sono state scritte circa 650 versioni della Gita (sia in India che in occidente) ma poche hanno rispettato il testo originale mantenendone l'integrità, infatti ogni volta il traduttore ha espresso le sue opinioni senza cogliere lo spirito della Bhagavad-Gita così com'è.
Qual'è quindi lo spirito della BG?
Srila Prabhupada ci spiega nella Sua "La Bhagavad-Gita così com'è" che lo spirito della BG è rivelato nelle sue stesse pagine.
La BG è un insegnamento che viene dato dalle autorità; è Sri Krishna che parla, Egli la enunciò personalmente al Suo caro amico e devoto Arjuna.
Dalle prime pagine e ad ogni pagina, si afferma che Sri Krishna è Dio, la Persona Suprema; Egli è Bhagavan e questo è stato riconosciuto da tutti i maestri dell'antica India, gli Acarya, come anche Madva Acarya, Sankaracarya, Ramanujacarya, Nimbarka Swami, Sri Caitanya Mahaprabhu e numerosi altri, tutti esperti nella conoscenza Vedica.
Loro hanno affermato e confermato piu volte che Krishna è Dio.
Anche la Brahma Samita, tutti i Purana e anche lo Srimad Bhagavatam (chiamato anche Bhagavat Purana) affermano "Krishna sthu Bhagavan"  "Svayam Isvara parama Krishna": "Krishna è Dio, la Persona Suprema", quindi Srila Prabhupada ha visto bene di presentare la Bhagavad-Gita così com'è, proprio come quando si prende una medicina è bene non prenderla in accordo a una posologia di nostra invenzione o di quella consigliata da un amico, ma è meglio seguire quella data dal medico esperto (Acarya) oppure seguire il foglio illustrativo che si trova con la medicina (le scritture rivelate).
Così, siccome lo spirito della BG è contenuto nella BG stessa, noi dobbiamo leggerla e studiarla in accordo al suo spirito; così com'è appunto.

L'insegnamento della BG si riceve in un modo che si chiama Sri Guru Parampara: Sri Krishna stesso espose la BG a Vivasvan il dio del sole 120 milioni di anni fa e adesso si rivolge ad Arjuna per spiegare ancora la stessa scienza che fu esposta allora, perchè nel corso del tempo la scienza dello yoga era andata perduta e Krishna vuole fare di Arjuna l'anello successivo della catena disciplica (Parampara).
Ci si potrebbe chiedere quali erano le qualità di Arjuna, visto che esistevano diversi tipi di spiritualisti molto elevati a quel tempo, come Narada muni, Vyasadeva e altri grandi saggi come loro...ma Krishna scelse Arjuna. Perchè proprio lui?
In genere si riconoscono 3 tipi di spiritualisti:
Jnani, gli Yogi, i Bhakta.
I primi sono i filosofi impersonalisti, gli Yogi sono gli adepti della meditazione e i Bhakta sono i devoti del Signore.
La BG è un "segreto" sublime che Krishna confida al Suo caro devoto e amico Arjuna perchè vuole dimostare che essa è indirizzata particolarmente a quel tipo di spiritualista: il Bhakta, il devoto.
Arjuna era quindi un Bhakta, un amico di Krishna molto caro a Krishna e solo lui poteva ben capire il messaggio.
Dal punto di vista materiale Arjuna non era un grande saggio, nè un sannyasi, ma un uomo di famiglia, un politico impegnato negli affari di stato che stava per combattere una enorme battaglia per riconquistare il regno.....ma Krishna scelse lui.
Quindi per capire la BG si richiedono qualità come quelle di Arjuna; devoto e caro amico di Krishna, molto caro a Lui o almeno approcciarsi ad essa con uno spirito devozionale che significa accettare, almeno per ipotesi, che Krishna è Dio, la Persona Suprema, perchè se non accettiamo questo, (ripeto) almeno per ipotesi, la BG non ha senso.
Infatti se Krishna fosse un uomo comune come noi avente i 4 tipi di difetti che noi abbiamo (-sensi imperfetti, -tendenza a commettere errori, -tendenza a ingannare, -soggetti all'illusione), come potrebbe insegnare qualcosa che fosse degno di essere accettato?
Noi siamo legati mani e piedi e abbimao bisogno di una pesona libera che ci venga ad aiutare; un prigioniero nelle nostre stesse condizioni non può certamente aiutarci. 

Ma perchè dobbiamo avvicinare la BG? A cosa serve avvicinarla? Che succede se la studiamo?
Il fine della BG è liberare gli uomini dall'ignoranza a cui li ha costretti l'esistenza materiale.
Noi nel mondo materiale siamo praticamente sbranati, divorati dalla tigre dell'ignoranza e questa ignoranza ci provoca sofferenza.
Ci troviamo sempre in situazioni indesiderate dovute al fatto che non sappiamo in che situazione ci mettiamo agendo in un determinato modo.
Quindi l'ignoranza è la vera causa della sofferenza.
Noi non siamo fatti per soffrire, perchè siamo eterni ed eternamente pieni di conoscenza e felicità (sat-cid-ananda) e la nostra vita, in questo mondo illusorio, è solo passeggera.
Nessun essere umano in particolare, sarà considerato veramente perfetto, se non si chiede il perchè della sofferenza e se non sceglie di porvi rimedio (un rimedio definitivo no temporale o fittizio).
Quindi è necessario porsi domande; chi ha la forma umana ha il dovere di chiedersi chi siamo, da dove veniamo, perchè dobbiamo soffrire....questo tipo di domande si chiamano in sanscrito atatho bramha jnasya che significa porsi domande su come uscire dalla sofferenza.
Allora vediamo come nella BG Arjuna si trova in una situazione di illusione ma in realtà non è nell'ignoranza ma sta solo giocando la parte di una persona nell'ignoranza per permettere a Krishna di esporre la BG.

Visto che questo "libro" è capace di liberarci dall'ignoranza, allora vediamo i soggetti analizzati nella Bg. Di cosa si parla nella BG?
La Bhgavad-Gita ci insegna a comprendere 5 verità fondamentali sulla scienza di Dio e sulla posizione originale degli esserei viventi e sono:
1)Isvara 2)Jiva 3)Prakriti 4)Kala 5)Karma
Queste 5 parole sanscrite si riferiscono a 5 soggetti molto interessanti che coprono tutto il sapere.
_Isvara è Dio, la persona Suprema, il Controllre Supremo,
_Jiva sono gli esseri controllati da Lui, gli esseri viventi.
_Prakriti è la natura materiale che è composta dalle tre influenze, dai 3 guna, che sono virtù, passione ed ignoranza (sattva, rajas e tamo)
_Kala che è il tempo, la durata dell'universo cosmico e il suo ciclo di manifesto e non manifesto
_Karma che sono le conseguenze delle azioni degli esseri viventi.

L'Isvara può essere realizzato in tre stadi:
1) il Bramhan, l'aspetto impersonale onnipervadente del Signore, la luce che emana dallo sfolgorio del Suo corpo.
2) il Paramatma è l'aspetto localizzato nel cuore di ognuno e in ogni atomo; l'aspetto immanente del Signore con il quale pervade tutto l'universo materiale e infine
3) Bhagavan l'aspetto ultimo di Dio che raccoglie e supera tutte le perfezioni.

Krishna, come l'Isvara, il Controllore Supremo, controlla e governa la natura materiale, il tempo, il karma e gli esserei viventi. Questo è il significato di Isvara (Controllore Supremo) e Lui stesso lo afferma dicendo "La natura materiale è sotto la mia direzione".
Anche le meraviglie dell'universo dovrebbero farci ricordare che è Lui che sta creando e stabilendo le leggi e che non può esistere, senza un creatore, tutto ciò che vediamo, e neanche senza un controllore e sarebbe puerile quindi, negare il controllo dell'Assoluto.
Un bambino per esempio può trovare straordianrio il fatto che la vettura procede da sola, senza interventi esterni, ma una persona cresciuta, un adulto maturo, ne conoscerà il funzionamento e saprà che c'è sempre un conduttore all'interno dell'auto che le permette di muoversi.
Immaginatevi quanto piu complessa sia la manifestazione cosmica, l'universo e quanto è piu facile comprendere che dietro di essa ci sia la Persona Surema che ne dirige ogni minimo movimento.

L'Isvara e le Jiva sono coscienti; la differenza è che Lui è il controllore Supremo ed è supremamente cosciente mentre gli esseri viventi sono controllati e sono coscienti solo del loro corpo, del corpo che abitano, questo perchè Dio, come Controllore, è infinito e gli esseri viventi sono infinitesimali.
Uguali in qualità ma non in quantità quindi.

La BG ci spiega anche cosa sia la Prakriti, la natura materiale; essa è chiamata di natura inferiore mentre le Jiva sono di natura superiore ma in entrambi i casi sono subordinati al Signore Supremo, perchè Lui è il vero goditore, il padrone, il Controllore.
Secondo la BG gli esseri viventi, nonostamte siano frammenti del Signore (come ci dice il capitolo 7) e quindi di natura superiore, possono venire influenzati dalla materia, dalla prakriti.
Ma le Jiva sono coscienti mentre la materia è inerte....
...ma allora che cos'è la coscienza?..che cos'è la materia?
Qual'è è la distinzione tra la materia e gli esseri viventi?
.....................................................
continua

Postato da: Isvari a novembre 02, 2009 13:51 | link | commenti (8), commenti (8) (popup)

martedì, 27 ottobre 2009
Distacco

2009_05300159

Raccolti capelli
al sole limpido di  mezzo dì


Rilucente ombra
che ondeggiando mi sovviene contro


Luce di pensieri
ripristinati nel salmastro che ode


Rimpianti rumorosi
giocanti a nascondino in una vita che và


che si burla
che possiede
che contempla
che rimira
che stupisce nel sublimamente
non più stupire.



Isvari Priya
Livorno 7.10.09

Postato da: Isvari a ottobre 27, 2009 15:50 | link | commenti (2), commenti (2) (popup)

giovedì, 22 ottobre 2009
...Incessantemente (parte seconda)

Radha e Krishna...continua.......

Nomi primari dicevamo.....l'argomento è trattato con molta chiarezza da Bhaktivinoda Takur (un grande santo Vaisnava cosciente di Krishna del fine 800) nel suo libro Hari Nama Cintamani dove spiega che esistono Nomi di Dio primari e secondari. Pur restando la concentrazione e la sincerità le qualità più importanti, Egli afferma che bisognerebbe cantare i nomi primari di Dio.
Dunque, quali sono i Nomi primari di Dio e quelli secondari? Come distinguerLi?
E' molto interessante. Bhaktivinoda definisce scondari i Nomi di Dio che sono ordinari, astratti o rappresentativi, quelli a cui siamo piu abituati in questo mondo; sono "esterni", poco intimi insomma.
Creatore, Mantenitore, come dicevamo prima, sono Nomi "distanti", astratti e fortemente impersonali; hanno molto poco a che fare con l'aspetto indipendente dell'esistenza di Dio.
I Suoi Nomi piu intimi e primari invece, sono direttamente collegati con la Sua natura indipendente e descrivono Dio come è nel Suo regno, nella Sua relazione con i Suoi compagni eterni, e non fanno necessariamente riferimento alle Sue attività in rapporto al mondo materiale.
Per esempio nomi come Yasomati-nandana, Nanda-kisora, Damodara, descrivono Krishna in relazione ai Suoi eterni compagni intimi nel Suo regno originale.
Per chi non ha familiarità con i dettagli della natura intima di Dio, come rivelano i testi Vedici, questi Nomi suoneranno strani, ma la realtà è che questi Nomi non hanno proprio nulla a che fare con il nostro mondo relativo.
Questi Nomi sono primari perchè molto intimi e cari a Krishna e molto cari ai Suoi puri devoti che Lo conoscono molto bene.

I Nomi secondari corrispondono piu alle descrizioni di Dio dal nostro punto di vista, e non dimentichiamolo, la nostra prospettiva è diversa dalla realtà perchè soffriamo di amnesia spirituale.
I Nomi primari sono descrizioni nate all'interno della "cerchia intima".
Per esempio se io mi rivolgo al mio insegnante di chitarra chiamandolo così, tutti gli studenti capiranno a chi mi riferisco, se invece lo chiamo con il suo nome di battesimo, che è piu intimo e personale, non c'è possibilità di errore.
E andando oltre, se io lo chiamo con il suo soprannome, diciamo quello che usano solo i suoi genitori e amici stretti, sarà ancora piu confidenziale.
Quest'ultimo genere di appellativo è il piu simile ai Nomi di Dio rivelati nelle scritture Vediche, come "Krishna", "Rama" o "Govinda". Questi Nomi piu intimi accellerano il processo di guarigione dall'amnesia spirituale e ci portano molto piu facilmente all'Amore per Dio.

Dio per esempio è un Nome secondario, God in inglese...una parola di origine tedesca che significa "Colui che è buono", e anche "Awoon" per esempio era il Nome aramaico con cui Gesù si riferiva a Dio che sigifica "Nostro Padre universale". Nei nomi secondari si tratta di Dio sempre e solo in relazione a noi nel mondo materiale.
La Bibbia abbonda di Nomi e Forme secondari, come anche i Veda d'altronde.....per esempio una forma che si limita a rappresentare Dio è il cespuglio in fiamme, è una particolare manifestazione che si trova nel Deteronomio (4.24) e che si trova anche nella Caitanya Caritamrta (adi-lila 7.116) o per esempio Yahweh viene descritto con "l'elmetto della salvezza" (Isaia 59.16-18) e Krishna anche nello Srimad Bhagavatam (6.4.39) viene descritto spesso indossando un elmo grande e sfarzoso chiamato Maha-kirita.

Nei Veda viene posta enfasi sui Nomi primari, sulla Loro potenza, sul Loro significato e sull'importanza della Loro recitazione quotidiana.
Il Mahamantra Hare Krishna è un Mantra composto dai Nomi primari di Dio; è un Mantra, una preghiera, molto intima quindi.
Una preghiera o un Mantra quando sono diretti verso Dio sono positivi ed elevano la persona che li recita, ai piu alti livelli possibili, perfino alla liberazione.
Il vero "frutto" della preghiera però è sviluppare il puro Amore per Dio; questo è il massimo livello.
Il Mahamantra Hare Krishna non chiede assolutamente niente a Dio, neanche una cosa sottile come la misericordia.
La preghiera dice soltanto:
"Per favore, impegnami al Tuo servizio"; non si chiede nulla in cambio.
Il Mahamantra, essendo composto di Nomi primari, quindi intimi, si rivolge al Padre e alla sua potenza interna.
Il Mahamantra è puro, incomparabile ed esoterico.
E' gratuito, piacevole da recitare o cantare, semplice, alla portata di tutti.
Basta avere il desiderio di sperimentarLo.

Hare Krishna Maha Mantra

Postato da: Isvari a ottobre 22, 2009 20:04 | link | commenti (1), commenti (1) (popup)

venerdì, 16 ottobre 2009
Incessantemente...

DSCN0301

                   Dominus sit in corde meo et in labiis meis

   -
Possa il Signore dimorare nel mio cuore e sulle mie labbra-


Quale modo migliore di avere Dio sulle labbra che Cantare il Suo Santo Nome?
I Salmi ci dicono: "Dall'alba al tramonto glorificate il Nome del Signore" e Paolo sottolinea il principio affermando che: "Chiunque invocherà il Nome del Signore sarà salvo" (Romani 10.13)
I Veda ci dicono che dovremmo imparare a farlo in ogni momento, anche nel mezzo delle nostre attività quotidiane, dovremmo essere coscienti di Dio ogni attimo; questo è il metodo principale per realizzare Dio in quest'era: "Canta il Santo Nome! Canta il Santo Nome! Canta il Santo Nome! Nell'era di kali (l'attuale, piu degradata) non c'è altra via di realizzazione spirituale. Non c'è altra via! Non c'è altra via! Non c'è altra via!"
Pregare incessantemente è anche un ingiunzione della Bibbia (Tess. 5.17), ma veniamo avvertiti di Cantare attentamente non "in vano" affinchè ci sia maggior riscontro.

Essere coscienti di Dio quindi, questo è il punto.
Egli è il Creatore, il Mantenitore, è la nostra piu immediata esperienza, eppure ci sfugge. Essere coscienti di Lui suona molto piu facile di quanto lo sia in pratica.
All'inizio è praticamente impossibile essere veramente coscienti di Dio perchè i nostri condizionamenti ci hannno ridotto in uno stato di "amnesia" spirituale. Non ricordiamo neanche piu chi Egli sia.
E' naturale che sia così se ci vengono date poche informazioni su di Lui, sul Suo regno....com'è? Dov'è? Si manifesta in forme diverse? Una sola? Nessuna?
Come si può meditare su Dio se le informazioni su di Lui sono vaghe? Se si ha solo una idea nebulosa su di Lui? Come ci si può aspettare di sviluppare una relazione intima con Lui?

La nostra amnesia consiste nell'aver dimenticato la nostra eterna relazione che abbiamo con Lui e, come nel caso di un amnesia ordinaria, la cura migliore consiste nel riportare il paziente nel suo ambiente famigliare per stimolare la sua memoria.
Per riportarlo nel suo ambiente però, bisogna prima sapere dov'è; dove sono la sua famiglia, gli amici, i conoscenti. Allora si che a contatto con questa realtà, gradualmente il paziente riacquisterà il ricordo della sua vita reale.
Seguendo un processo analogo, la coscienza di Krishna rivela tutti i dettagli sul regno di Dio: tutti i compagni intimi di Dio nel Suo regno, quelli che non Lo hanno mai lasciato...veniamo informati della loro esistenza e dei loro movimenti....
La Bibbia spiega per esempio che Dio è onnipresente, ma solo i testi Vedici spiegano in che  modo questo avvenga, come Egli si espanda nelle sue quadruplici forme e poi nei tre Visnu (purusa) avatara, penetrando così in ogni atomo. C'è piu di quanto la mente possa contenere, e l'insieme tonifica la memoria, passando attraverso la copertura dei nostri condizionamenti materiali, e così guariamo.
Anche il Suono del Canto del Maha Mantra Hare Krishna viene dal mondo spirituale. Quando ci disponiamo al Suo ascolto attento e sottomesso, è come se sentissimo gridare mentre stiamo dormendo: ci svegliamo.
All'inizio si puo crerare qualche sensazione di inadeguatezza ma poi è come svegliarsi a un nuovo giorno: ci rinfresca, ci rinvigorisce e poi ci dispiace per tutto il tempo passato sotto le coperte.
Con l'aiuto di tanto dettagli diventa piu facile meditare su Dio quando Lo si invoca o Lo si prega. Inoltre, si guarisce molto in fretta dall'amnesia spirituale....

La Bibbia ci dice che Dio è il Creatore, il Mantenitore e il Benefattore di tutti gli esserei viventi e Lo si conosce anche come Figlio venuto a morire per i nostri peccati...ma se analizziamo tali descrizioni ci accorgiamo che sono essenzialmente egocentriche, cioè sono centrate su di noi, sull'uomo. Dio è il Creatore e il Mantenitore, ma di chi? Di te.
Gesù è morto per i peccati di chi? i Suoi? Certo che no! E' morto per i nostri peccati; i miei e i tuoi.
Ma dove sono le informazioni su Dio di per Sè? Dove si parla della Sua esistenza indipendente?
Alcuni risponderebbero che tali conoscenze sono al di là della portata dell'intelletto umano, Dio è illimitato e non può essere capito da noi limitati....ma appunto perchè Dio è illimitato, allora ha il potere di farsi conoscere, e completamente, da un essere limitato. Se non fosse così Gli imponiamo delle limitazioni che Egli non ha.
Quindi Egli prende l'iniziativa, per Sua scelta, di rivelarSi a noi...si chiama "rivelazione" infatti, e in genere, Lo fa quando è soddisfatto di noi.
Recitando i Suoi Nomi con sincerità e predicando il messaggio agli altri, Egli probabilmente Lo diventerà, soddisfatto di noi:)

Quindi dovremmo imparare a Cantare, Recitare i Suoi Nomi primari sotto la guida di un maestro spirituale qualificato.
Quali sono questi Nomi primari?


.............................................continua...........................................

Postato da: Isvari a ottobre 16, 2009 17:39 | link | commenti (4), commenti (4) (popup)

martedì, 13 ottobre 2009
La prova è nel provare

piccioni

 Supponete che io chieda a una persona che vive in una stanza buia di uscire a vedere il giorno e questa mi risponda:

 "Prima dimostrami che esiste la luce e poi uscirò."

 Cercherei allora di convincerla dicendole che basterebbe che uscisse per rendersene conto personalmente, ma se rifiuterà di fare questo sforzo rimarrà nell'ignoranza con la scusa che non ha nessuna prova.

Venite a vedere.....


piccioni in volo
Può essere sufficente che voi leggiate la Bhagavat-Gita perchè Tutto (o Tanto o Molto), vi sia più chiaro.


Bhagavad-gita di Srila Prabhupada

E poi dalla teoria alla pratica.
La prova della Luce è questa:
la pratica......

Postato da: Isvari a ottobre 13, 2009 22:18 | link | commenti (2), commenti (2) (popup)